La nuova misura Fondo Salvaguardia Imprese è stata istituita dal Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 43, con una dotazione di 300 milioni di euro.
Come è noto, con l’art. 43 del D. L. n. 34/2020, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, è stato istituito il “Fondo salvaguardia imprese” con una dotazione di 300 milioni di euro.
Il Fondo, gestito da Invitalia, ha la funzione di acquisire partecipazioni dirette di minoranza nel capitale di rischio di imprese in difficoltà economico-finanziaria che propongono un piano di ristrutturazione con lo scopo di garantire la continuità di impresa e salvaguardare l’occupazione.
Il singolo intervento non potrà superare i 10 milioni di euro.
Le imprese che manifesteranno la volontà di accedere al Fondo devono aver prioritariamente avviato un confronto presso l’apposita struttura per la crisi d’impresa del Ministero dello sviluppo economico, soddisfacendo almeno una delle seguenti condizioni:
- essere titolari di marchi storici di interesse nazionale;
- essere società di capitali con numero di dipendenti superiore a 250;
- detenere beni e rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, indipendentemente dal numero degli occupati.
Il Fondo si pone come obiettivi primari quelli di sostenere la continuità e rilanciare l’attività d’impresa, salvaguardare i livelli occupazionale occupazionali e attivare capitali a sostegno dell’attuazione dei piani di ristrutturazione.
I criteri e le modalità di gestione e di funzionamento del Fondo sono stati attuati con il decreto ministeriale del 29 ottobre 2020.
Con il nuovo decreto direttoriale, invece, il Ministero ha disposto che la domanda di accesso al Fondo può essere presentata a decorrere dalle 12,00 del 2 febbraio 2021 e deve essere compilata esclusivamente in formato elettronico, utilizzando la procedura informatica accessibile dal sito www.invitalia.it, secondo le modalità e gli schemi disponibili online e riportati in allegato al provvedimento.
La domanda, redatta in lingua italiana, deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente.
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