Resto al Sud: le novità per fronteggiare la crisi economica da Covid-19
L’art. 1, comma 171 della Legge di Bilancio 2021 ha modificato la misura, introdotta con il D.L. n. 21/2017, estendendo l’età massima degli imprenditori beneficiari da 45 a 55 anni d’età.
Tale novità comporta un ampliamento della platea dei destinatari e risulta finalizzata a sostenere il mercato del lavoro e gli imprenditori che hanno perso il posto di lavoro, o che rischiano in tal senso, a causa della crisi economica cagionata dalla pandemia.
La misura “Resto al Sud”, che originariamente fissava l’età massima dei beneficiari a 35 anni d’età, aumentata a 45 con la precedente Legge di Bilancio 2019, è finalizzata a favorire un piano di interventi volti ad incentivare la crescita economica del Meridione.
Destinatari della misura diventano, dunque, i soggetti con età compresa tra i 18 e 55 anni di età che:
- non siano titolari di un’altra attività d’impresa, ma che abbiano costituito o intendano costituire imprese individuali, società (anche cooperative) per usufruire dell’iniziativa;
- non titolari di partita IVA nell’anno precedente alla presentazione della domanda;
- non beneficiari di altre misure a sostegno dell’auto-imprenditorialità negli ultimi tre anni;
- non aventi un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a condizione che tale ultima caratteristica perduri per tutta la durata del finanziamento.
L’iniziativa coinvolge le iniziative imprenditoriali di varie regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Dal 2019 la misura è stata estesa anche ai comuni colpiti dai terremoti del 2016 e 2017 facenti parte del cd. “cratere sismico” in Lazio, Marche ed Umbria.
L’incentivo costituisce, pertanto, una possibilità concreta per superare l’attuale condizione di difficoltà economica e lavorativa per quegli imprenditori, o aspiranti tali, in grado di esprimere un progetto d’impresa qualificato e consapevole, anche e soprattutto valorizzando le competenze maturate nel corso della loro esperienza professionale.
La domanda può essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma di Invitalia.
Non è prevista una scadenza per la presentazione della stessa o una graduatoria; inoltre, i progetti vengono valutati in ordine cronologico, entro 60 giorni dalla data di presentazione e fino ad esaurimento del fondo di 1,2 miliardi di euro.
Le attività ricomprese nell’iniziativa riguardano la produzione di beni nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il turismo.
La misura garantisce la copertura del 100% delle spese sostenute per l’attività di start up o sviluppo d’impresa, fornendo finanziamenti fino a € 60.000,00 per le attività imprenditoriali individuali o di libera professione esercitata in forma individuale; e fino a € 200.000,00 per le società composte da quattro soci.
Si prevede, inoltre, il versamento del 50% del contributo a fondo perduto e il restante 50% a titolo di finanziamento bancario agevolato a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.
“Resto al Sud” dimostra la propria efficacia di strumento “anti-crisi”, in particolare, in periodi di difficoltà lavorativa, e soprattutto economica come quello odierno, offrendo una possibilità di rilancio alle imprese, ai liberi professionisti e agli imprenditori individuali che vogliono rialzarsi e portare avanti un progetto valido per poter crescere e sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno.
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