La rete di imprese: un’esperienza imprenditoriale di successo
In uno scenario economico caratterizzato da un mercato sempre più globalizzato e competitivo e da imprese gravemente sottocapitalizzate e con notevoli deficit dimensionali e tecnologici, il contratto di rete rappresenta per le imprese italiane una concreta opportunità organizzativa e regolamentare per la pianificazione di attività e investimenti da condurre, senza alcuna compromissione della propria autonomia e indipendenza, in collaborazione stabile con altre imprese e finalizzati a incrementare la propria capacità innovativa e competitività.
Il modello di cooperazione delineato dall’art. 3, co. 4-ter, l. 9 aprile 2009, n. 33 appare in grado di garantire un efficiente sistema di governance delle complesse ed eterogenee istanze degli aderenti, attraverso l’istituzione di un organo comune di gestione che, nella sua diversa possibile conformazione e attraverso il conferimento di un unico e collettivo mandato con rappresentanza da parte delle imprese aderenti, consente di attribuire alla rete un’ampia rilevanza esterna anche in ipotesi di assenza di una autonoma soggettività giuridica.
La portata realmente innovativa della normativa in tema di reti di imprese è data dall’aver fornito agli imprenditori non solo un modello contrattuale in grado di organizzare in maniera coordinata ed efficiente attività e investimenti, ma uno strumento operativo, modellato sullo schema del contratto plurilaterale con comunione di scopo, con il quale partecipare, stabilmente, alla competizione internazionale, alle gare di appalti pubblici, effettuare acquisti e acquisire commesse.
La piena operatività della rete-contratto, inoltre, è dovuta al riconoscimento di un’ampia autonomia patrimoniale, in virtù della facoltà concessa agli aderenti di attribuire alla rete un apposito fondo patrimoniale comune, dotato di realità o di costituire appositi patrimoni destinati vincolati al raggiungimento degli obiettivi comuni fissati nel contratto di rete.
Il contratto di rete rappresenta un unicum nel panorama legislativo internazionale, di difficile qualificazione giuridica e caratterizzato da una complessa contaminazione di istituti e da un precario (ma allo stesso tempo virtuoso) equilibrio tra condivisione e competizione che ne rappresenta il vero carattere distintivo rispetto alle altre forme di organizzazione dell’attività d’impresa.
A poco più di dieci anni dall’introduzione della relativa normativa, 38.530 le imprese che oggi hanno scelto di condividere un’esperienza imprenditoriale in rete con altri partners, 6.708 i contratti stipulati (dati aggiornati al 3.02.2021 da parte della Camera di commercio Italia).
I professionisti GBG vantano un’esperienza ormai decennale in tema di reti di imprese, essendo impegnati ad analizzare tutti i principali aspetti, legali, fiscali e manageriali, connessi alle dinamiche reticolari pressoché dall’entrata in vigore della relativa normativa, accompagnando PMI e grandi gruppi imprenditoriali in questa notevole sfida imprenditoriale, caratterizzata, innanzitutto, da una rilevante svolta culturale, fatta di condivisione e collaborazione, non soltanto con imprese della filiera di appartenenza (c.d. reti verticali) ma anche con i principali competitors (reti orizzontali).
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